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chiesa madre san andrea apostolo

Di stile semplicissimo, a navata unica, la Chiesa di S. Andrea, non più chiesa parrocchiale dal sisma del 23 novembre 1980, è una delle più antiche di tutta la Diocesi.

La costruzione è stata in passato oggetto di diversi restauri, fortemente voluti dal parroco Don Pasquale De Rosa (parroco dal 1916 al 1960) succeduto a Don Ferdinando Di Cerbo: il primo risalente al 1917, il secondo al 1923 e il terzo al 1932, in seguito al terremoto del 23 luglio 1930.

L’esterno, dominato da un bellissimo campanile visibile da ogni angolo del paese e che svetta in pieno centro storico, presenta una facciata con un affresco raffigurante l’apostolo della Croce.
Una gradinata in ciottoli e un antico portone in legno ci introducono all’interno della chiesa, dedicata fin dalla sua consacrazione (1110-1112) a S. Andrea, patrono di Dugenta.

Appena entrati, lo sguardo del visitatore è catturato dall’affresco che decora la volta, realizzato nel 1932 dal pittore di Madonne Tagliatatela di Maddaloni, rappresentante Gesù risorto tra gli angeli.

Il vestibolo in legno in discrete condizioni è posto all’ingresso.

Percorrendo la navata, lungo la parete destra, troviamo un artigianale acquasantiera in pietra dalla forma di conchiglia.

Proseguendo sulla destra, inserita in una prima nicchia, ammiriamo la scultura in cartapesta della carmelitana S. Teresina de Lisieux di Gesù Bambino che regge una corona di rose, opera dell’artista Luigi Guacci e in una seconda edicola la statua di S. Agnese, circondata da undici formelle raffiguranti le fasi più importanti della sua vita, poggiante su una base in legno, che in basso reca la scritta: A. D. 1875 DELLE FIGLIE DI MARIA.

Sulla parete opposta, partendo dall’ingresso, incontriamo un medaglione in bronzo posto nel 1901 ad indicare la consacrazione della chiesa.

Su di esso sono impresse una croce e l’iscrizione latina:
Osculantibus crucem in hac ecclesia positam et recitantibus pater nostrum indulgentia 200 dierum semel in die” che significa “A coloro che baciano la croce posta in questa chiesa e recitano un padre nostro una volta al giorno è concessa un’ indulgenza di 200 giorni”.

Sulla stessa parete osserviamo la cappella del Battistero con un antico fonte battesimale in pietra dal coperchio in legno, caratterizzato in basso dalla raffigurazione di un agnello che volge lo sguardo verso la stella polare che è Cristo.

Subito dopo la cappella del Battistero, una statua novecentesca in cartapesta, in condizioni fatiscenti, abbellisce la parete: è l’Addolorata, dal volto molto espressivo, che reca a livello del cuore sette croci rappresentanti i sette dolori di Maria.

In prossimità del presbiterio sono presenti due piccole tele e due affreschi inseriti in lunette. Le prime rappresentano, a destra, Maria con le anime del purgatorio che la invocano, mentre a sinistra, la Madonna delle Grazie con due santi, di cui uno è
S. Rocco.
Gli affreschi, inseriti in lunette, ritraggono a destra S. Alfonso Maria Dei Liguori, vescovo di Sant’Agata dei Goti dal 1762 al 1765 e a sinistra S. Pietro, entrambi opera dell’artista Tagliatatela.

Fino al 1970 nel presbiterio, dove ancora oggi è visibile una pedana in marmo, poggiava l’altare principale in muratura, di cui si conservano resti nella cappella del SS. Sacramento della chiesa parrocchiale nuova.

Sempre sulla parte presbiteriale, a destra, è presente la custodia in legno degli olii sacri e sulla parete frontale un poster di Kiko Arguello, rappresentante Cristo Pantocratore con i segni della passione.
La porta che conduce in sacrestia riferisce l’iscrizione latina in marmo: “Hoc altare maius privilegiatum est iuxta rescriptum die 16 novembris 1923 renovandum ad septemnium archipresbrjtero Paschale de Rosa” che vuol dire “l’altare maggiore è stato privilegiato secondo il permesso del giorno 16 novembre 1923 da rinnovare ogni sette anni all’arciprete Don Pasquale De Rosa”.

La chiesa e la casa canonica annessa, attualmente, sono adibite a centro pastorale per le comunità neocatecumenali della diocesi ed extra-diocesane.

La casa canonica è accessibile dalla sacrestia o da via Torrione, strada sulla quale si affaccia la sua ampia terrazza.